STUDIO SOLLENA

RIDUZIONE CONTRIBUTI EDILI

Confermata per il 2016 la possibilità per i datori di lavoro del settore edile di applicare la riduzione (11,50%) della contribuzione INPS e INAIL per gli operai assunti a tempo pieno.
L’istanza per la fruizione della riduzione deve essere trasmessa, in via telematica, entro il prossimo 15 aprile.
Il beneficio è subordinato al possesso della regolarità contributiva (da autocertificare con apposita dichiarazione) e di una serie di requisiti la cui verifica preliminare è indispensabile al fine di procedere correttamente.
L'INPS, con la circolare n. 23/2017, ha fornito le indicazioni operative.
g.s.
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Negativa non sunt probanda ...

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NEWS

Vi invitiamo a prestare la massima attenzione per la diffusione sempre più massiccia di Cryptolocker che ultimamente ha avuto diverse varianti che hanno maggiore impatto nell’utilizzo di tutti i documenti ed i software.
Si tratta di un virus che una volta innescato procede a crittografare i files presenti nel computer, rendendoli inaccessibili ed illeggibili. L’impossibilità di utilizzarli è esclusivamente causata dall’azione generata dal virus che cripta i file e li rende quindi ingestibili da parte del sistema.
Il loro recupero è assoggettato al pagamento di un riscatto (in tempi brevi), in cambio del quale viene fornita (FORSE) una chiave che permette di rimuovere la crittografia dai files infetti.
Il virus viene spedito come allegato o come link di collegamento in un messaggio di posta elettronica, dal testo apparentemente normale e da mittente esteriormente valido e regolare per rapporti di lavoro e corrispondenza (ad esempio invio di fantomatiche fatture riguardanti una spedizione di merce).
Il virus sta colpendo sempre più frequentemente e su tutto il territorio mondiale.
Importante mantenere uno stato di allerta massima su tutta la posta in entrata, cestinando eventuali mail sospette o chiedendoci anche un parere su qualcosa di sospetto.
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NEWS

Rottamazione, trappola Durc

La rottamazione delle cartelle congela il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) almeno fino a luglio. Le imprese che aderiranno alla sanatoria di Equitalia sul pagamento dei contributi Inps dovranno, infatti, aspettare luglio come prima data utile per vedere, dopo il pagamento della prima rata prevista dalla sanatoria dei ruoli, sbloccato il documento, certificazione indispensabile per poter partecipare a gare con controparti le pubbliche amministrazioni.
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NEWS

Beni strumentali: incrementato il credito d’imposta al Sud

Il 1° febbraio 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato che è stato aumentato, al massimo consentito, il credito d’imposta contenuto nell’emendamento al decreto legge sul Mezzogiorno. Per le grandi aziende in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, Sardegna si passa dall’attuale 10% al 25%, per le medie dal 15% al 35% e per le piccole dal 20% al 45%.
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In scadenza il termine per presentare al Comune la documentazione necessaria per ottenere l’assegno familiare.

Il 31 gennaio 2017 è l’ultimo giorno utile per le famiglie
con almeno tre figli minori, in presenza di un valore
ISEE non superiore ad € 8.555,99, per poter richiedere l’assegno familiare comunale.
L’indennità mensile è pari ad € 141,30.
L’assegno è concesso dai Comuni ma viene pagato direttamente dall’INPS.
g.s.
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Pensione pagata in eccesso: l'INPS non può chiedere la restituzione dei soldi

L'INPS non può chiedere la restituzione dei soldi pagati oltre all'importo realmente spettante a titolo di pensione.
La Corte di Cassazione ha affermato che l'errore può essere rettificato, ma non si possono recuperare le somme già corrisposte, salvo il caso di dolo del pensionato (Cass. Sent. n. 482/2017).
G.S.
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CITAZIONI

Le cause pendenti nei due gradi di merito sono circa 550 mila. Il valore delle controversie presentate nel 2015 è stato di 34 miliardi di euro; quello di tutte le cause pendenti è di 60 miliardi (comprese quelle in cassazione). Il valore medio della singola controversia è di 130 mila euro e i ricorsi con valore superiore ad un milione di euro sono tre quarti del valore complessivo del relativo contenzioso.

Dall'esito di queste cause può dipendere la "vita" o la "morte" di aziende, persone e famiglie. Continuare a considerare la giustizia tributaria come una giustizia di serie B, di risulta, a "scappa tempo" o per pensionati, non è più accettabile.

(Alessandro Giovannini, Diritto & Pratica Tributaria 5/2016, WKI editore, pag.1912)
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Studio Sollena ha condiviso la foto di Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo. ...

Italia Oggi del 13/12/2016 Domani la manifestazione a Roma per chiedere maggiore rispetto nelle scelte fiscali. In piazza contro l'inefficienza. I commercialisti dicono basta alle incapacità dello stato. Fazio Segantini - Presidente Ungdcec

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#roma14dicembreiocisarò

A lottare per la mia categoria e per i miei clienti.
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LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE (intro)

L’approvazione del D.L. 22 ottobre 2016 ha dato il via libera alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali pendenti negli anni dal 2000 al 2015 (con la conversione in legge rientrerà anche l'anno 2016) nei confronti di tutti gli agenti della riscossione (Riscossione Sicilia per la regione siciliana ed Equitalia per il resto d'Italia). Le disposizioni normative prevedono che i debitori possano estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse nei carichi iscritti a ruolo, gli interessi di mora, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’art. 27, comma 1 D.Lgs. 46/99 (sanzioni e somme aggiuntive ai crediti previdenziali), provvedendo al pagamento integrale delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interesse (si versano anche gli importi relativi alla ritardata iscrizione a ruolo).

Cosa è possibile definire in via agevolata
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La definizione agevolata riguarda le cartelle esattoriali, avente ad oggetto:
· Irpef; Ires; Irap;
· Contributi previdenziali e assistenziali;
· L’imposta sul valore aggiunto (IVA), tranne quella riscossa all'importazione.

Anche i ruoli emessi da Regioni, Province, Comuni, (esempio ICI o IMU) rientrano nella rottamazione. Sulla cartella per violazione del codice della strada si pagherà per intero la sanzione, cioè la multa, escludendo comunque gli interessi comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti.

Somme non oggetto di definizione agevolata
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Non rientrano nella definizione agevolata le cartelle esattoriali collegate:
· all’imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
· alle somme dovute “a titolo di recupero di aiuti di Stato” ai sensi dell’art.14 del Regolamento CE
n°659/99;
· ai crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
· alle multe, alle ammende e alle sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali
di condanna;
· alle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada.

Come accedere alla sanatoria
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Il debitore manifesta all'agente della riscossione la sua volontà di richiedere il pagamento agevolato presentando un apposita dichiarazione entro un termine che al momento è previsto per il 22 gennaio 2017, ma con la conversione in legge verrà spostato al 31 marzo 2017. Tale dichiarazione verrà predisposta con le modalità e in conformità al modello DA1, pubblicato sui siti degli agenti della riscossione.

Successivamente l'agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l'ammontare complessivo delle somme dovute, nonché quello delle singole rate eventualmente richieste, con le relative date di scadenza. Il decreto aveva previsto la possibilità di dilazionare in 4 rate, ma con la conversione in legge diventeranno 5.

Nel modello DA1 vanno indicate le rate prescelte, nonché la eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, e assume l'impegno a rinunciare agli stessi giudizi. Bisognerà quindi ben valutare la convenienza dell'operazione.
Si decade a causa del mancato pagamento ovvero insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata ovvero di una rata del piano di dilazione previsto.

I benefici per il contribuente ammesso alla definizione agevolata
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L'agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili, non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che:
· non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo; o
· non sia stata presentata istanza di assegnazione; o
· non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Per chi ha già in corso una dilazione
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Il beneficio è sfruttabile anche da chi ha già in corso una dilazione e ha già pagato in parte il debito iscritto a ruolo. Tali soggetti possono richiedere infatti la definizione a patto che siano in regola con i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016, in questo caso non sono rimborsabili le somme versate a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive sui crediti previdenziali.

Il pagamento delle somme dovute ai fini della rottamazione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell'eventuale dilazione concessa precedentemente. Attenzione, perché anche qualora grazie alla rottamazione venga azzerato il debito (grazie al venir meno delle sanzioni e degli interessi di mora), il contribuente deve comunque presentare la richiesta di accesso alla sanatoria.

a.s.
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LA FUNZIONE NOMOFILATTICA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

La funziona nomofilattica che dovrebbe avere la Corte di Cassazione è quella di garantire l'uniformità nell'interpretazione e nell'applicazione della legge. Insomma, fare in modo che un po' tutti i giudici nazionali poi vedano una fattispecie nello stesso modo, al fine di evitare che casi simili vengano giudicati in maniera difforme.

Sappiamo tutti che così dovrebbe essere, ma così non è: infatti capita sovente che la Corte di Cassazione giudichi in maniera difforme dei casi simili, magari a distanza di breve tempo.

Di tanto in tanto accadono poi casi a dir poco clamorosi: come quello relativo alle presunzioni bancarie per i professionisti. L'art.32 del DPR 600/1973 (che tratta degli accertamenti) ha sempre stabilito una presunzione: per farla breve, le somme versate o prelevate sui conti bancari, in assenza di adeguata giustificazione, si presumono ricavi/compensi in nero. Tale presunzione, soprattutto nella parte dei "prelevamenti" è stata sempre un po' contestata (specialmente dalla dottrina): se è concepibile che un imprenditore che ha versato 100.000 euro sul conto corrente e ha dichiarato al fisco solo 5.000 euro di utile, abbia evaso una bella cifra, è un po' più difficile pensare allo stesso modo per colui che invece i 100.000 li ha prelevati. Senza addentrarci più di tanto (si potrebbe scrivere quasi all'infinito), recentemente la Corte Costituzionale ha stabilito che la parola "compensi" che si riferisce normalmente ai professionisti, non ha senso di esistere in questa norma per ciò che riguarda i prelevamenti, perché è assurdo pensare che i prelevamenti di un professionista possano essere necessari per l'acquisto di merce in nero, da rivendere poi altrettanto in nero, proprio perché un professionista non vende merci, ma presta servizi.

Ebbene... la Corte di Cassazione ha emesso due sentenze completamente contrastanti a distanza di cinque giorni, proprio quest'estate: nella prima, del 5 agosto (sentenza 16440) ha affermato che l'incostituzionalità della presunzione si estende non solo ai prelevamenti, ma anche ai versamenti; soli quattro giorni dopo, il 9 agosto (sentenza 16697) ha affermato che l'incostituzionalità riguarda solo i prelevamenti.

Ciò che lascia più stupiti è che a scrivere queste sentenze sono stati gli stessi giudici (presidente Bielli, relatore Luciotti): purtroppo non sono solo le commissioni tributarie di merito a toppare clamorosamente. Le spiegazioni di tale "revirement" sono ovviamente oscure: può darsi che in quei giorni estivi, piuttosto che godersi le vacanze al sole, i giudici si siano occupati di approfondire meglio la questione e pervenire a una soluzione peraltro maggiormente corretta; può darsi che siano stati un po' leggeri nell'estensione della prima sentenza; può darsi che la sera precedente alla prima sentenza abbiano festeggiato qualcosa in maniera fin troppo goliardica.

a.s.
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Occhio alle truffe! ...

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CREDITO D'IMPOSTA IRAP: BRICIOLE, MA PERCHE' NO?

E' passato forse un po' in sordina, il credito d'imposta IRAP previsto dalla legge 190/2014, art.1 comma 21 (la Finanziaria per il 2015), sia in ambiente mediatico che in quello prettamente professionale.

E' vero, si tratta di poca roba che nella maggior parte dei casi non permette che il recupero di poche briciole, ma perché rinunciarvi e lasciarle all'Erario?

Tale credito d'imposta nasce a causa dell'ormai quasi scomparsa del cosiddetto "cuneo fiscale": per farla breve, una volta le imprese che erogavano somme consistenti di salari e stipendi (con conseguenti contributi INPS, INAIL e via dicendo), erano molto penalizzate dall'IRAP, in quanto per il calcolo della base imponibile di tale tributo, le spese riguardanti il personale non sono deducibili (in pratica, vi si paga l'imposta). Tramite un sistema di deduzioni introdotto negli anni, questa penalizzazione è stata via via ridotta, fino a scomparire quasi del tutto, dal momento che oggi si può spesso dedurre anche tutto il costo del lavoro (almeno nei casi di assunzioni a tempo indeterminato).

Ebbene, ma cosa c'entra tutto ciò con il credito d'imposta? E' presto detto: i soggetti che hanno alle dipendenze forza lavoro, sono stati molto agevolati negli ultimi anni. E quelli che invece pagano l'IRAP perché hanno comunque una organizzazione (presupposto per il pagamento dell'imposta), ma NON hanno alle forze dei dipendenti? Per loro rimane tutto come prima. E allora, una caramellina anche per questi contribuenti è d'obbligo: dopo aver concluso la dichiarazione IRAP, potranno recuperare il 10% dell'IRAP di competenza del periodo d'imposta precedente, sotto forma di credito d'imposta utilizzabile nel modello F24. La condizione è quindi quella di non aver assunto personale dipendente, neppure per un giorno nel periodo d'imposta. Il credito d'imposta si recupera con il codice tributo 3883, inserendo l'anno di competenza (per quello derivante dal modello IRAP 2016, andrà quindi inserito 2015).

Come si è presto detto, nella maggior parte dei casi si tratta di un vantaggio di poco conto. Va infatti considerato che nella maggior parte dei casi le imprese che non hanno dipendenti, non hanno neppure una redditività così alta, tale da far scattare un'IRAP degna di consistenza. Così se l'importo dell'IRAP fosse di 500 o 600 euro, il credito d'imposta sarebbe di 50 o 60 euro. Se l'IRAP fosse di 1500 euro, si avranno giusto 150 euro. Devo dire in tutta sincerità che ritengo rarissimi i casi di imprese che possano aver pagato IRAP per diverse migliaia di euro, senza avere pagato un solo centesimo di salari o stipendi, per cui obiettivamente si tratta proprio di una manciata di euro. Però... credo che a chiunque farebbe piacere inserire anche quei 30, 50 euro a credito nel prossimo modello F24. Basta sapere di non aver sostenuto costi per dipendenti e controllare l'importo dell'IRAP lorda nella dichiarazione presentata. Direbbero gli inglesi: "a piece of cake"... e visto che di briciole stiamo parlando, pare proprio azzeccato.

a.s.
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Pratiche camerali solo con firma digitale dell’interessato

Da questo mese (settembre 2014) la Camera di Commercio di Palermo NON accetterà più pratiche camerali trasmesse tramite “procura speciale” allo Studio. Ciò significa che ogni pratica che viene trasmessa dovrà necessariamente essere firmata digitalmente dal cliente (con il proprio dispositivo di firma: smart card o altro), per cui diventa a questo punto importantissimo per tutti i clienti dotarsi del dispositivo di firma elettronica (utile peraltro in moltissimi casi). Vi ricordo che lo Studio Sollena è in grado di fornirvi una smart card “Infocert”, per cui potete rivolgervi a noi oppure, in alternativa, alla Camera di Commercio di Palermo.